OPERE
  MOSTRE
BIOGRAFIA
  CURRICULUM
  TEMATICHE
  CONTATTI
   
 
 
  1995-2007  
  Critiche/Citazioni  
  Citazioni su testi
'Pittura al femminile in Campania nel secondo cinquantennio del'900', Rosario Pinto - Ed. 1999  
'La pittura napoletana', Rosario Pinto - Ed. Liguori 2002  
     
  Citazioni su cataloghi
Arte Moderna Italiana - Ed. Mondadori 2000/2001/2002/2003  
Acca - Ed. 2000/2001  
Annuario d'Arte Moderna Comed - Ed. 2000  
   
  Critiche d'arte
   
Giovanna Cassese - Storico dell'arte, Direttore dell'Accademia di Belle Arti di Napoli  


Allertata da una sensibilità non comune, la sua pittura vuole ricercare l'essenza prima delle cose ed esprimere la purezza emozionale delle sensazioni più intime e primordiali. Le sue tele rivelano un impianto compositivo rigoroso, una ricerca cromatica e materica di grande interesse, che raggiunge in alcuni punti felici momenti di preziosità.

Gli effetti sono studiati: il tempo si sa, modifica le cose e proprio così avviene anche per le cromie di Stefania che subiscono calcolati mutamenti a causa dell'ossidazione del minerale usato.

Drammatici contrasti di bianchi, di aranci, di rossi, di neri, sagome ondeggianti che suggeriscono ritmi ascensionali, tagli diagonali, sottili passaggi e strati di sabbie dove la luce si ferma e si rapprende; poi, ancora, il colore si distende, si allarga, si diluisce, strane anatomie quali forme vaganti di un universo visionario rivelano una pittura che emotivamente percepisce il mondo.

Così Stefania Presta rilegge nei suoi dipinti i quattro elementi dei cosmo e - tutt'altro che immemore del paesaggio che la circonda - traduce il fuoco, la terra, il mare e il cielo in astratti paesaggi dell'anima.

 
Nicola di Virgilio - Critico d'arte  


... Stefania Presta tende a separarsi dalle mode culturali più recenti, quelle che attestano con sarcasmo riduttivo la finalità dei moderno, per proporre in campo, il "culto' di una dialettica della necessità, intervallo dell'ineluttabile dell'animo e in quanto tale legittimo nell' esprit storico.
E' giovanissima, ma è già degna erede di una modalità di ricerche dettata dalla coscienza del linguaggio...

Alla tendenza della negazione, Stefania contrappone il recupero dello schermo, cioè il recupero dei piano della rappresentazione.
Lo fa con diligenza, con amore sviluppa tematiche ricche di lirismo, al limite di un trasognato costruttivismo. Queste vie promettono la scoperta dell'unicità, un parametro che scompare insieme al mito e alla luce vivendo razionalmente il suo annientarsi con l'aura delle poetiche.

La cultura di Stefania muove da un piano "nero"… Questo piano qui non si pone a sito dell'indicibile, dove l'espressione si spoglia delle fortune intellettive: esso è assunto quale limite materico di un cosmo in cui aleggiano i pensieri magnetici dei "Bruno".
Il piano si cosparge di un "nero" che non è negazione pessimistica della figurazione: ma è quel "nero" in cui scompaiono le "ombre", cioè una "alchemica" sostanza che nasconde ancora la vita, tale da tradursi nel velato sensibile di un regno delle dialettiche.

Stefania lo incide con un taglio immaginario, anzi lo fende mentalmente: ivi sgorga il sangue della NECNIA come magma infuocato, sangue della terra nera che le anime racchiuse nel piano presto bevono per rendersi visibili…

 

Rosario Pinto - Critico e storico d'arte

 


…Una pittura che non rinuncia, all'evidenza, alla 'riscoperta della pittura' o al piacere del colore e della creazione, ma lo fa non rinunciando a pensare, non catafratta nei meandri oscuri d'un citazionismo abbreviato e corsivo.

Il suo spendersi in una ricerca che si nutre delle sue radici formative, delle sue radici ambientali, delle sue radici storiche e territoriali, tutto ciò fa della pittura di Stefania Presta qualcosa di ben più importante e lontanante nella prospettiva della ricerca e nell'auspicabile 'ritorno' ad una pittura centrata sui contenuti.

E le opere di Stefania Presta si presentavano di spicco per la creazione sobria e ben ferma, per gli assetti maturi della composizione e per gli equilibri cromatici.
I lavori della Presta, infatti, si distinguevano per la matura pregnanza d'un gesto pittorico che dava normazione e criterio logico alla figurazione nel suo insieme, conferendo dilatazione spaziale e puntualità di messaggio.